VALUTAZIONE PERVIETÀ E FUNZIONALITÀ TUBARICA

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VALUTAZIONE PERVIETÀ E FUNZIONALITÀ TUBARICA

ISTEROSALPINGOGRAFIA (HSG)

Questo esame viene solitamente effettuato durante la fase proliferativa del ciclo mestruale, quando la paziente non ha più perdite attive di sangue e prima della presunta ovulazione (approssimativamente tra il 5° e il 14° giorno del ciclo). In questo modo si evita il rischio di avere coaguli di sangue all’interno della cavità intrauterina e allo stesso tempo la donna non dovrebbe aver ovulato, dunque concepito.

Viene eseguito dai ginecologici stessi del centro Humanafertilitas, presso un centro radiologico.

Con la paziente in posizione ginecologica si inserisce un catetere nella cavità uterina e si iniettano sotto guida radioscopica circa 10 ml di mezzo di contrasto iodato e dunque si acquisiscono radiogrammi seriati.

Il mezzo di contrasto determina un’opacizzazione progressiva dell’utero e delle tube e, arrivato all’estremità di queste, tende a riversarsi in cavità peritoneale. A questo punto l’esame si interrompe poiché con l’acquisizione di radiogrammi seriati si è ottenuta la visualizzazione dell’intero apparato riproduttivo femminile, individuando eventuali ostruzioni.

Lo spasmo tubarico, così come il cattivo posizionamento del catetere che può portare a perfusione tubarica unilaterale, può dare l’impressione errata dell’ostruzione prossimale di una tuba (falso positivo).

L’HSG non è affidabile nel rilevare eventuali aderenze peritubali/pelviche o endometriosi, questo spiega perché pur essendo un buon predittore della pervietà tubarica non lo sia della normale funzione tubarica.

SONOISTEROGRAFIA (SHG)

Anche questo esame viene eseguito nella stessa fase del ciclo mestruale in cui si effettua l’HSG e si tratta di una tecnica basata sugli ultrasuoni per valutare la pervietà delle tube con l’osservazione diretta del passaggio di un fluido, soluzione salina miscelata con bolle d’aria sospese, attraverso le salpingi e nella cavità peritoneale.

Viene eseguita presso il Centro Humanafertilitas con un’ecografia transvaginale iniziale per valutare utero e ovaie ed escludere patologie tubariche acute in atto. A questo punto si procede all’inserimento, sotto visione diretta, di un catetere all’interno del collo dell’utero in modo da poter iniettare la soluzione fisiologica e, sotto guida ecografica, seguirne il passaggio attraverso utero e tube fino a scorrere attorno alle ovaie e riversarsi nella cavità peritoneale.

Infine, occorre sottolineare come questi esami (HSG e SHG), che vengono eseguiti con semplice intento diagnostico, spesso abbiano effetti anche terapeutici: non è infrequente l’instaurarsi di una gravidanza spontanea nei mesi successivi la loro esecuzione.

 

LAPAROSCOPIA CON CROMOSALPINGOSCOPIA

Nei casi in cui persistano dei dubbi diagnostici dopo l’esecuzione di una HSG o di una SHG, si dovrà ricorrere a una procedura seppur minimamente invasiva come la laparoscopia e la contestuale cromosalpingoscopia, che rappresenta attualmente il gold standard nella valutazione della pervietà tubarica.

Si tratta di un intervento eseguito in anestesia generale nel quale vengono praticate delle incisioni di pochi millimetri a livello della parete addominale; si procede dunque alla creazione del cosiddetto “pneumoperitoneo” grazie all’insufflazione in cavità peritoneale di CO2 e all’introduzione di uno strumento, il laparoscopio, che permette la visione diretta e magnificata (ingrandita) all’interno della cavità addominale. In tal modo è possibile osservare l’aspetto dell’utero, delle salpingi, delle ovaie e della pelvi in toto della paziente e anche trattare chirurgicamente eventuali anomalie presenti quali focolai endometriosici o aderenze pelviche.

Per l’esecuzione della cromosalpingoscopia si procede all’inserimento in cavità uterina, attraverso il collo dell’utero, di un catetere grazie al quale è possibile iniettarvi un colorante (soluzione diluita di Blu di Metilene) e osservarne la fuoriuscita in cavità peritoneale da una o da entrambe le tube, confermando o meno il sospetto di occlusione tubarica posto durante gli esami di primo livello.

Poiché la laparoscopia è una procedura chirurgica invasiva, non viene scelta come primo approccio diagnostico/terapeutico nella valutazione tubarica a meno che non vi siano concomitanti indicazioni per cui possono rappresentare un’eccezione donne con una storia o sintomi indicativi di endometriosi e/o precedente infiammazione pelvica